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 Difficile annoiarsi nel Salento. Durante tutto l’anno, ma soprattutto in estate, potrete assistere a innumerevoli sagre e feste popolari, con degustazioni di ricette e specialità locali. E poi presentazioni dell'artigianato e spettacoli di danze tradizionali, come la famosa "pizzica pizzica".

Agli appassionati del mare e delle sue bellezze il Salento offre una possibilità unica, che viene dalla sua particolare forma allungata tra i due mari, lo Ionio e l'Adriatico, con spiagge sabbiose e scogliere che creano paesaggi straordinari. A pochi chilometri dalla Tenuta, dune di sabbia fine e mare cristallino si trovano a Casalabate e Spiaggiabella.
Per un concentrato di sole ed energia, venite a trascorrere le vacanze nel Salento, ospiti di Tenuta Badessa.

 È un incanto il borgo antico di Gallipoli, la città vecchia collegata alla terraferma da un ponte seicentesco. È bello passeggiare senza un itinerario preciso per scoprire i palazzi fortezza, le tipiche case a corte, le mura, i bastioni, le piazzette e le tante chiese delle confraternite, come quella del Crocifisso, dell’Immacolata, di San Francesco e della Purità, che dà il nome anche alla piccola spiaggia antistante. Bello il Castello Angioino, maestosa la facciata barocca della cattedrale-pinacoteca di Sant’Agata, interessante il Museo Diocesano e il frantoio ipogeo scavato nella roccia. Oltrepassato il ponte vale la pena fermarsi davanti alla Fontana Greca, da poco restaurata, ritenuta la più antica d' Italia: fu costruita intorno al III secolo a.C, su una facciata appare lo stemma di Gallipoli, un’epigrafe in latino e le insegne del sovrano Carlo III di Borbone. Sull’altra sono scolpite scene che rappresentano le tre metamorfosi delle mitologiche Dirce, Salmace e Biblide. In basso è collocato l'abbeveratoio dove in passato si dissetavano gli animali. Merita un salto anche il mercato del pesce al porto.

In campagna, a pochi chilometri da Lecce, sorge questa bellissima costruzione romanica del XII secolo. Sembra sia stata costruita per volontà del normanno Tancredi, Conte di Lecce, al quale sarebbe apparsa la Madonna, fra le corna di un cervo. Nel corso della storia fu più volte rimaneggiata e nei secoli trasformata in masseria. La facciata a capanna ha un rosone centrale e arcatelle cieche che girano anche lungo i fianchi. Sul lato sinistro c’è un bel loggiato con capitelli figurati; accanto, un pozzo rinascimentale (1585). Il portale - con un alto arco scolpito riccamente con decorazioni a carattere vegetale - è racchiuso in un protiro del XIII sec. con l'arcata adorna di altorilievi (Annunciazione, Battesimo di Gesù, Natività, Epifania,Visitazione, Monaco in preghiera).
L'interno a tre navate, divise da colonne con capitelli notevoli, ha tre absidi. L'altare maggiore è sormontato da un ciborio del 1269, con iscrizioni greche lungo l'architrave. Gli affreschi sono del XV e XVI secolo, mentre alcuni frammenti risalgono alla fine del '200 o agli inizi del ‘300; quelli dietro all'altare barocco sono invece rinascimentali. Attiguo all’Abbazia c’è il Museo delle Tradizioni Popolari dove, tra gli altri reperti, si conservano anche pannelli con affreschi provenienti dalle navate laterali.

 Su una collina a strapiombo sul mare appare la città vecchia di Castro, arroccata tra la cattedrale romanica, le torri e il castello. La marina si affaccia su una delle insenature più belle della Puglia. È un borgo di pescatori dalle origini antichissime, come testimoniano scavi recenti che hanno portato alla luce i resti del “tempio di Minerva” e le grotte già abitate nella preistoria, dalla grotta Romanelli alla Zinzulusa, meraviglioso spettacolo di stalattiti che ai pescatori che vi entrarono apparvero come zinzuli, cioè stracci appesi.

 Merita sicuramente una visita questa splendida città barocca, ricca di palazzi del ‘600 e ‘700, con portoni, finestre e balconi che a ogni passo testimoniano il ricco passato e di numerose chiese, a partire dalla Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo (1633) con frontale in stile barocco, la Chiesa dei Battenti, la Chiesa dell’Addolorata, di S. Caterina Novella e la Chiesa delle Anime Sante del ‘600. Capolavoro assoluto è la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria del XIV secolo, un’immensa pinacoteca con le pareti e le volte coperte di affreschi in stile giottesco. Chi varca la soglia è sopraffatto da grande stupore: si trova davanti a una narrazione dipinta, con passi del Testamento, della vita di Gesù, della Madonna e di Santa Caterina. Da non perdere a giugno i festeggiamenti dei SS. Pietro e Paolo con la solenne processione, i paramenti, le luminarie, i fuochi d’artificio e tanta musica per celebrare i due apostoli, che sostarono a Galatina, durante il viaggio di evangelizzazione. La pietra su cui sedette Pietro è custodita nella Chiesa Madre; mentre si narra che Paolo diede, a chi lo ospitò, la facoltà di curare quanti erano stati morsi da animali velenosi. Nacque così il rito, ormai in disuso ma ancora studiato, delle tarantate, che si radunavano nella chiesetta di San Paolo per chiedere la grazia, con danze sfrenate al ritmo di tamburelli, e liberarsi così del veleno-male.

 Limite meridionale della penisola salentina, Santa Maria di Leuca ha uno dei fari più importanti d’Italia, costruito nel 1864 e alto 102 metri. Si narra che San Pietro, in viaggio per Roma, abbia fatto tappa qui e così il tempio dedicato alla dea Minerva fu trasformato in un luogo di culto cristiano: il Santuario della Madonna de Finibus Terrae, poi eletto a Basilica minore nel 1990. Tantissime grotte costeggiano tutto il litorale, tra i due promontori di Punta Meliso e Punta della Ristola, ricche di iscrizioni greche e latine, come la grotta "Porcinara" e di reperti neolitici come la grotta del"Diavolo". Leuca conserva i ritmi dei tempi passati e ha un bellissimo lungomare arricchito da numerose ville eclettiche: si tratta di piccoli capolavori della creatività di ingegneri, che alla fine dell’800 sperimentarono gli stili esotici più disparati, dall’ orientale all’ arabo, dal pompeiano al gotico.

 Santa Cesarea, rinomata stazione termale dal 1899, sorge a valle di una collina verdeggiante e vanta sul lungomare originali ville eclettiche, come Villa Sticchi, in stile moresco. È divenuta famosa grazie alle sorgenti di acqua sulfurea che sgorgano da quattro grotte vicine: Gattulla, Bagno Marina, Solfurea e Fetida. A qualche chilometro più a sud si apre la splendida località di Porto Miggiano, con un mare cristallino color smeraldo e un porticciolo scavato nella roccia, che sembra una piscina naturale.

 La città più a oriente d’Italia ha uno splendido borgo antico: è un dedalo intricato di vie, rioni, piazzette e archi, racchiuso dalle mura. I suoi monumenti hanno quasi mille anni di storia: a partire dalla chiesetta bizantina di San Pietro. La Cattedrale, in stile romanico-pugliese, ha un prezioso mosaico pavimentale del 1163, che rappresenta un enorme albero della vita e la cappella dei Martiri con le reliquie di alcuni otrantini decapitati nel 1480. Appare imponente il Castello Aragonese a pianta pentagonale con tre torrioni cilindrici e un poderoso bastione che si spinge verso il porto: è stato recentemente trasformato in un importante contenitore culturale, con mostre ed eventi di grande spessore. Da scoprire anche le valli intorno, come quella delle Memorie o dell’Idro che conservano testimonianze della civiltà rupestre, con cripte e ipogei, come quello di Torre Pinta. In 10 minuti, andando verso nord, si raggiungono le spiagge bellissime degli Alimini: litorale di sabbia finissima battuto dal vento e molto apprezzato dai surfisti, che deve il nome ai laghi retrostanti da cui li separa una catena di dune sabbiose e una folta pineta. A sud la costa ha un aspetto più selvaggio e incontaminato fino a Porto Badisco, un’insenatura naturale stretta e profonda immersa tra fichidindia e macchie di mirto

 Lecce è il trionfo del barocco, da scoprire con una passeggiata in pieno centro tra chiese, piazzette e palazzi che ne rivelano chiari segni: ecco che appaiano puttini sulle facciate delle chiese, maschere apotropaiche sui palazzi, foglie di acanto che si inerpicano sulle colonne. La Basilica di Santa Croce, con più di 300 anni di lavori, 3 architetti e centinaia di simboli e figure mitologiche, è un esempio straordinario del barocco leccese. Accanto c’è l’imponente Palazzo dei Celestini della metà del ‘500, oggi sede della Provincia e della Prefettura, mentre a due passi si apre piazza S. Oronzo dominata dalla Colonna innalzata nel 1660; dall’Anfiteatro e dal Sedile (1592). Le chiese sono davvero tante e tutte diverse: scenografica la Chiesa di San Matteo in via de Perroni, con la facciata convessa in basso e concava in alto; ha forma ottagonale la Chiesa di Santa Chiara; quella di Santa Irene (1591-1639) ha due colonne corinzie sul portale, mentre la Chiesa del Rosario è stata costruita nel 1691 su disegno di Giuseppe Zimbalo. Da visitare il Castello Carlo V, sede di eventi e mostre, lo storico Teatro Paisiello (1870), le tre porte d’accesso alla città (Porta Rudiae, Porta Napoli, Porta San Biagio) e la splendida piazza Duomo, il salotto dei leccesi: è uno spazio scenografico su cui si affacciano la Cattedrale, il Vescovado, il Palazzo del Seminario della fine del ‘600, oggi sede del Museo Diocesano e il Campanile in stile barocco.

 “Kalòs ìrtate stin Grecìa Salentina” è la scritta che dà il benvenuto nei paesi in cui fino a poco tempo fa si parlava il griko: Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia e Zollino. Sono luoghi ricchi di ricordi dell’antico passato, sospeso tra Medioevo e Oriente. Da visitare le chiese–convento, come quella degli Agostiniani a Melpignano, i superbi castelli, come quello di Corigliano d’Otranto, i campanili di cui è splendido esempio la Guglia Orsini a Soleto e poi le case a corte, espressione del concetto filosofico di chora, le pozzelle (cisterne pubbliche) e i tanti palazzi baronali.

Tenuta La Badessa

Agriturismo

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Ristorante

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